Da / 5th maggio, 2014 / Novità / Off

La cucina salentina, semplice, genuina e gustosa, spopola anche negli Stati Uniti. Le ha dedicato un articolo perfino il New York Times, il giorno di Pasqua. A pag. TR9, il pezzo di Seth Sherwood dal titolo “In Lecce, Making Magic with Humble Ingredients” (A Lecce, creando magie con ingredienti poveri). L’autore racconta la sua personale esperienza presso alcune scuole di cucina in provincia di Lecce.

Tavola_di_San_Giuseppe_Cocumola

 Le scuole e le cucine visitate e gli artefici delle “magie” ai fornelli sono “Cook in Puglia” (con Ylenia Sambati e Mamma Giulia), “Cooking Experience” (con Gianna Greco e John Duggan), “Stile Mediterraneo” (con Cinzia e Marika Rascazzo), “The Awaiting Table” (con Silvestro Silvestori), “Il Gusto del Tacco” (con Anna Maria Chirone), “Alle Due Corti” (con Rosalba De Carlo).

 Questo il commento della blogger Simona Giacobbi su PugliaMonAmour.it“In un panorama culinario come quello statunitense, fatto di street food, hamburger, hot dog e junk food, la cosiddetta “cucina povera”, quella italiana, in questo caso leccese, fatta di pochi ingredienti, quelli sani e genuini, quelli della nostra terra, può sorprendere. Come può stupire il fatto che nel Tacco d’Italia ci siano vere e proprie scuole di cucina, cooking schools, che incoraggiano i turisti ad abbracciare questo tipo di cucina e insegnano loro a preparare orecchiette, focacce e purè di fave con cicorie e creare piatti straordinari. La bontà è fuori discussione. E allora ecco che il New York Times decide di dedicare un lunghissimo articolo al “food of the poor” leccese e alle scuole che rispettano e tramandano le tradizioni del food&wine legate alla terra pugliese. Non senza i sacrifici di chi ha voluto creare questi corsi speciali, lasciando spesso lavori e carriere già avviate in settori molto lontani da quello enogastronomico.”